Un anno di Covid: le mie impressioni

Il coronavirus ha cambiato il mondo, inutile nasconderlo.

Ci sono stati tantissimi morti, milioni di contagi e molto è cambiato nel nostro modo di approcciare e vivere la vita dovendo adattarci a questa situazione difficilissima.

Adesso sono arrivati i fantomatici vaccini che dovrebbero sbloccare la situazione una volta per tutte.

Ma quanto ci vorrà per tornare alla vita precovid? E se tutto questo finirà la situazione tornerà come prima?

Difficile dirlo, la cosa certa è che, almeno per me, non è stato facile vivere questa situazione particolare che mi ha fatto rinunciare a molte cose che amavo e mi piacevano, ma la realtà è che tutti si sono dovuti adattare a vivere in un modo, che prima era impensabile

Guardati gli stadi ad esempio, sono desolatamente vuoti e di sicuro i giocatori sono ancora straniti da non avere il supporto dei tifosi.
Un altra cosa a cui stato duro rinunciare  sono di sicuro i concerti, la musica è la mia grandissima passione ed è un peccato che a causa delle restrizioni non è ancora possibile assistere ai live. Nella mia vita ho assistito a 4 concerti (uno di Vasco Rossi, uno di Ligabue, uno di Roger Waters e uno degli Evanescence) ma andare in uno stadio e assistere a un nuovo concerto è sempre un emozione forte che sicuramente mi manca molto . Di sicuro non è facile farne a meno anche per gli artisti.

La situazione non è ideale ma sembra che i vaccini stiano dando risultati, sono convinto che con un po di fiducia e di ottimismo presto ne usciremo fuori.
Una cosa però a certa almeno per me , imporre tutti questi decreti che cambiano il nostro modo di vivere in continuazione non è bello. A mio parere visto l’arrivo dei vaccini e del caldo estivo che sicuramente rallenterà il virus sarebbe la giusta motivazione per diminuire i decreti e permettere alla gente di lavorare e andare avanti, ma soprattutto di permettere alle persone di vivere la loro vita.

In ogni caso dobbiamo essere tutti uniti per sconfiggere il Covid-19 una volta per tutte.

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